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Il Conto Termico 3.0, introdotto nel 2025 con il nuovo decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, rappresenta uno degli strumenti più interessanti per chi desidera ridurre i consumi energetici e investire nelle energie rinnovabili.

Rispetto alle detrazioni fiscali, questa misura si distingue perché prevede contributi a fondo perduto, erogati direttamente dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici).

Vediamo in maniera chiara e ordinata quali sono i soggetti che possono richiedere l’incentivo e quali tipologie di immobili rientrano tra quelli ammissibili.

Requisiti degli edifici: cosa è ammesso e cosa no

Prima ancora di parlare dei beneficiari, è utile soffermarsi sugli immobili che possono essere oggetto di intervento.
Non tutti gli edifici infatti rispettano i criteri stabiliti dal decreto.

Gli interventi sono ammessi solo se riguardano:

  • fabbricati esistenti, già iscritti al catasto;

  • edifici dotati di impianto di climatizzazione invernale preinstallato e funzionante;

  • immobili di cui il richiedente abbia la piena disponibilità (proprietà, usufrutto, contratto di locazione, comodato d’uso).

Sono esclusi invece gli edifici in costruzione o non ancora accatastati.

Edifici residenziali

Gli incentivi riguardano case singole, villette, appartamenti in condominio, alloggi popolari, residenze rurali e unità abitative sociali.
Non rientrano invece abitazioni di lusso o immobili storici vincolati, a meno che non abbiano impianti idonei e certificazioni specifiche.

Edifici del terziario e produttivi

Possono beneficiare degli incentivi uffici, negozi, laboratori, hotel, strutture sportive, scuole, ospedali, biblioteche, musei e spazi culturali.
Sono ammissibili anche capannoni, attività artigianali e piccole industrie, purché rispettino i requisiti energetici richiesti.

Strutture agricole e forestali

Per le aziende agricole e forestali il meccanismo copre anche serre, stalle, fabbricati rurali e impianti termici utilizzati nei processi produttivi o collegati a reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento.

I beneficiari del Conto Termico 3.0

Il decreto individua diverse categorie di soggetti che possono accedere agli incentivi, con regole differenti a seconda della tipologia di intervento:

Pubbliche Amministrazioni

  • comuni, province e regioni;

  • scuole e università;

  • ospedali e strutture sanitarie;

  • enti pubblici proprietari di immobili a uso scolastico o assistenziale.

Un’attenzione particolare è riservata ai piccoli comuni sotto i 15.000 abitanti, che possono ottenere il rimborso totale (100%) delle spese per determinati interventi.

Enti del Terzo Settore

Organizzazioni no profit, cooperative sociali, associazioni di volontariato e fondazioni possono accedere al meccanismo con modalità simili a quelle delle Pubbliche Amministrazioni.

Privati e condomini

  • proprietari di abitazioni singole;

  • inquilini che dispongono del consenso del proprietario;

  • condomini che eseguono lavori sulle parti comuni;

  • attività commerciali, ricettive o professionali.

Imprese

Sono ammesse tutte le imprese, dalle PMI alle grandi aziende.
Le imprese agricole e forestali hanno possibilità aggiuntive, come l’installazione di impianti per il riscaldamento delle serre e dei fabbricati rurali.

Comunità Energetiche Rinnovabili (CER)

Novità rilevante del 2025 è l’ingresso delle CER e delle configurazioni di autoconsumo collettivo tra i beneficiari, con la possibilità di richiedere incentivi per progetti condivisi di produzione e utilizzo di energia da fonti rinnovabili.

Interventi coperti dal Conto Termico 3.0

Le tipologie di intervento ammesse si dividono in due macro-aree:

  1. Efficienza energetica

    • isolamento termico di pareti, solai e coperture;

    • sostituzione di infissi e finestre con modelli ad alte prestazioni;

    • installazione di sistemi di schermatura solare;

    • caldaie a condensazione;

    • trasformazione in edifici NZEB (a energia quasi zero);

    • illuminazione efficiente e sistemi di domotica per la gestione dei consumi.

  2. Produzione di energia termica da rinnovabili

    • pompe di calore (anche geotermiche);

    • generatori a biomassa (stufe, caldaie, termocamini);

    • collettori solari termici, anche con solar cooling;

    • scaldacqua a pompa di calore;

    • sistemi ibridi (pompa di calore + caldaia a condensazione);

    • impianti a biomassa per serre e fabbricati rurali.

Percentuali di incentivo e spese rimborsabili

Il contributo varia in base all’intervento e al beneficiario:

  • fino al 40% per interventi di base (infissi, isolamento, caldaie a condensazione);

  • fino al 50% per isolamento termico nelle zone climatiche più fredde;

  • fino al 55% quando isolamento e sostituzione infissi sono combinati ad altri impianti;

  • fino al 65% per pompe di calore, biomassa, solare termico e sistemi ibridi;

  • fino al 100% per edifici pubblici in piccoli comuni, scuole e ospedali.

Sono rimborsabili non solo i costi degli impianti e della posa in opera, ma anche:

  • spese di progettazione e consulenza;

  • diagnosi energetiche e APE (Attestati di Prestazione Energetica);

  • sistemi di accumulo;

  • colonnine di ricarica per auto elettriche installate insieme a pompe di calore.

Perché conviene il Conto Termico 3.0

Il nuovo meccanismo ha due punti di forza principali:

  • Maggiore inclusività: più categorie di beneficiari e più tipologie di edifici ammissibili rispetto al passato.

  • Erogazioni rapide: i contributi vengono liquidati in rate annuali (da 2 a 5 anni) oppure in un’unica soluzione se inferiori a 5.000 euro.

Grazie a questi vantaggi, il Conto Termico 3.0 è destinato a diventare una delle leve principali per la transizione energetica del Paese.

Il Conto Termico 3.0 non è solo un incentivo tecnico, ma una vera opportunità economica e ambientale.
Privati, condomini, imprese, Pubbliche Amministrazioni ed enti no profit possono usufruirne per ridurre i costi energetici e migliorare il comfort degli edifici.

Con contributi che arrivano fino al 100% delle spese, il nuovo schema conferma il ruolo centrale del Conto Termico nella strategia italiana per l’efficienza e le rinnovabili.

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